NEW!


Tripadvisor Award


On Skype


Contact Us


Il Colle degli Ulivi B&B
Via Colle Palazzola 36/48
00039 Zagarolo (Rome)

Phone: + 39   06 9525596
Cell:      + 39 329 6584741
Mail:     info@olivetreehill.com
Skype:  eylife

   
  
    Guest Comments
    Read Our Blog

         Italiano

Enjoy Your Life in Italy!


APT code


Approved by
Province of Rome 
Authorization: no. 06/1000/606E3

zagarolo

"Cena in Emmaus" dipinta dal Caravaggio nel 1602, conservata presso la National Gallery... come ha fatto a dipingerla a Zagarolo, se è arrivato qui nel 1606? (Ranuccio Tomassoni è stato ucciso il 28 maggio 1606) Quella dipinta a Zagarolo è forse la versione conservata a Brera dipinta nel 1606?
Secondo le fonti a mia disposizione la versione conservata a Brera è quella che Caravaggio dipinse nell'estate del 1606 a Zagarolo, dove fece anche una "Maddalena". G. Mancini (Mancini 1617-1621, ed. 1956-1957, vol. I, p. 225) fa intendere che l'artista dovette eseguirlo per sé ...stesso, e non per una precisa committenza, tanto che "lo mandò a vendere a "Roma" e "lo comprò a Roma il Costa". Il dipinto poi risulta registrato in casa Patrizi nel 1624, dove rimase fino al 1939, quando fu acquisito per la Pinacoteca di Brera.
Invece, la Cena in Emmaus della Pinacoteca di Brera, viene dipinta all'incirca dopo cinque anni da quella londinese, quando si trova a Zagarolo, nel feudo laziale di Marzio Colonna, dopo l'omicidio di Ranuccio Tomassoni del 28 maggio 1606.
Caravaggio ritrae un momento immediatamente successivo a quello rappresentato nella versione Mattei: il pane è già stato spezzato e Gesù benedice i discepoli congedandoli in una scena più essenziale e immersa nel buio, l’unica fonte di luce, fortemente laterale, sottolinea in maniera selettiva e puntuale l’intensità dei gesti, più semplici e naturali, e le espressioni concentrate degli astanti.
Un cambiamento di linguaggio che caratterizzerà tutte le opere successive.
L'affiancamento delle due opere permette, appunto, di constatare differenze stilistiche, ma anche l’interpretazione del tema di così forte impatto emotivo.
Per Gian Pietro  Bellori, nel dipinto oggi a Brera vie è: “Christo in mezzo che benedice il pane, e uno de gli Apostoli à sedere, nel riconoscerlo, apre le braccia e l’altro ferma le mani sù la mensa, e lo riguarda con maraviglia: evvi dietro l’hoste con la cuffia in capo e una vecchia che porta le vivande. Un’altra di queste inventioni dipinse per lo Cardinale Scipione Borghese alquanto differente; la prima più tinta, e l’una, e l’altra alla lode dell’imitatione del colore naturale; se bene mancano nella parte del decoro, degenerando spesso Michele nelle forme humili, e vulgari”.
Per Mina Gregori: "La menzione della vecchia servente è conferma che il quadro descritto estesamente è quello di Brera. Parlando di questa versione 'più tinta' il biografo si riferiva al chiaroscuro intenso e contrastato. Egli riteneva che il dipinto Mattei fosse stato dipinto per Scipione Borghese perché lo vedeva nel palazzo della famiglia, dove infatti è citato dal Manilli (1650) e dallo Scannelli (1657), che ne esalta la “tremenda naturalezza”, ed è menzionato negli inventari dal 1675 e fino alla fine del Settecento. Scipione rientrò a Roma il 16 maggio 1605 e divenne cardinale nel luglio seguente e pertanto non si può pensare che sia stato il committente della Cena in Emmaus londinese. Il Bellori menziona due volte la seconda versione della Cena in Emmaus, dapprima come eseguita per il marchese Patrizi, in fondo alla pagina come dipinta insieme a una mezza figura di Maddalena a Zagarolo “nella benevolenza” del duca Marzio Colonna. Si deve pensare che si tratti dello stesso quadro ed è probabile che il biografo la ritenesse eseguita per il Patrizi poiché la vedeva nella collezione di questa famiglia e ivi la cita nel 1664.".

Nonostante la sintesi, vi starete rendendo conto di quale fonte di notizie sia questo volume.
"La Cena in Emmaus Mattei ottiene la nostra ammirazione per la giovanile baldanza con cui il miracolo è esaltato, la seconda versione richiede meditazione e tempi più lunghi alla nostra attenzione. Dalla rappresentazione nel dipinto romano del miracolo e dalla sorpresa sottolineate dai gesti del suo manifestarsi in termini di presenza fisica, il pittore perviene nel quadro Patrizi a una visione più profonda, costruita in una composizione classica a semicerchio delineata dai manti dei pellegrini intorno al Cristo barbato e dal volto maturo, e vi è rappresentato il momento dell’addio o, meglio, della mesta previsione dell’addio, come nell’Ultima Cena. L’oscurità occupa a sinistra larga parte dello spazio, la luce batte sulla candida mensa dove si notano la calcolata presenza delle mani e il contrasto tra la mano delicata del Cristo e quella rude del pellegrino di destra e dove sono presentati gli ingredienti essenziali del miracolo eucaristico. La luce si allea con l’ombra anche per scavare nei volti e rivelare i loro pensieri. Entro il fondo bruno, corrispondente alla maniera “oscura” descritta dal Bellori, i contrasti luministici ottengono un effetto di instabilità che qui più che in ogni altro quadro del Caravaggio si presenta così intensamente da prevedere il Rembrandt. L’esecuzione è rapida e la stesura sottile del colore lascia zone non ricoperte della preparazione, secondo una pratica adottata dal Caravaggio negli ultimi anni. Eseguita poco prima di giungere a Napoli, la Cena in Emmaus oggi a Brera racchiude alcuni pensieri che avranno successivi sviluppi. Il vivo controluce della testa del discepolo più giovane a sinistra ne consente un’agevole lettura e appare un precedente diretto dell’aguzzino piegato in basso a sinistra nella Flagellazione eseguita a Napoli per la chiesa di San Domenico. L’uomo in berretta, diversamente dall’oste della versione di Londra, e la servente sembrano anch’essi consapevoli e partecipi, e la profonda mestizia che si legge sul viso della donna esprime il timbro sentimentale ed emotivo dell’opera. Queste presenze, quasi a guisa di coro della tragedia antica, sono l’annuncio di tarde rappresentazioni dove il pittore volle..."  

da:http://www.artearti.net/magazine/articolo/due_cene_a_confronto

Altre fonti:
http://www.lafenice-mt.it/rivista-2-09/pagina15.html

Cerca nel sito